gen 08 2010

Intervento al CPN del 28-29 Novembre 2009

Categoria: Partitoadmin @ 11:53

Sono l’unico componente il CPN ad aver votato Sinistra critica al congresso del 2005. Al centro: necessità di alleanza elettorale contro le destre, timore di involuzione governista e istituzionalista, già vissuta tra il 1996 e il 1998. Ho con altri condiviso le critiche alla politica seguita sino al tracollo elettorale, ma non l’uscita di Sinistra critica, nella speranza di una profonda inversione di tendenza. Abbiamo aderito convintamente al terzo documento congressuale per la necessità di totale discontinuità e critica alle logiche seguite, di confronto tra percorsi e matrici differenti, per salvare Rifondazione e giocarla in un quadro più ampio (incontro con forze comuniste e anticapitaliste).

Il rilancio di una presenza comunista era letto come processo, rilettura dei bivi della nostra storia, confronto di culture politiche (marxismo critico, ecologismo politico, pensiero di genere, cristianesimo radicale, pacifismo e antimperialismo).

La Federazione risponde al bisogno di confronto, di unità. Segnalo che la scomparsa degli aggettivi alternativa e anticapitalista ripropone il rischio di una sinistra senza aggettivi di arcobalenista memoria. Così sparisce il termine comunista. E’ possibile oggi ricostruire la sinistra senza passare per la questione comunista? E’ finita una rendita di posizione in cui coincidevano simbolo, riferimenti sociali, contenuti. E’ in atto, però, la cancellazione totale dei riferimenti al marxismo teorico e al comunismo politico. Può rispondere a questo una sinistra generica?

Segnalo il malessere nei circoli per i tempi troppo affrettati che hanno preceduto la costruzione della Federazione, per i possibili accordi elettorali con l’UDC (desistenza?), per la “non posizione” sul congresso CGIL.

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mar 31 2009

Intervento al Comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista, domenica 29 marzo 2009

Categoria: Partitoadmin @ 18:37

La non convocazione del CPN, pur in seguito ad una scissione pesante e grave, conferma la necessità di organismi dirigenti più snelli ed agili. Anche l’apparato è stato costruito su un partito di oltre 60 parlamentari e risulta oggi eccessivo, oltre che difficilmente sostenibile economicamente.
Continuiamo a sottovalutare la debolezza politica e strutturale dei circoli e delle federazioni, la difficoltà di costruire gruppi di lavoro, resa maggiore da defezioni, abbandoni, dalla stanchezza di un quadro politico segnato da sconfitte, polemiche interne, da un congresso che pare non finire mai, da una linea politica cambiata continuamente, senza tenere conto delle strutture locali, degli/delle iscritti/e, delle loro storie e dei loro vissuti.
La crisi è drammatica e nessuno è in grado di prevederne le prospettive (durata…). Ne sono chiare le dimensioni sulla vita quotidiana (disoccupazione, cassa integrazione, precarietà a vita, incertezza, di cui la manifestazione di ieri ha dato uno spaccato preciso, anche se in toni eccessivamente “trionfalistici”. In questo quadro, il Piemonte è la regione maggiormente colpita, con una progressiva distruzione dell’apparato produttivo che tocca anche le aree che parevano “protette”.
La sinistra non è mai stata così debole, organizzativamente e nel “senso comune”. Lo spostamento sociale, culturale e politico a destra è evidente, come dimostrano anche i dati elettorali a livello europeo. Il paradosso è che aumentano i consensi forze politiche di  un governo che non assicura condizioni di vita (lavoro, salario, pensioni…) accettabili, che rende impossibili difese sindacali, che distrugge l’ambiente (piano casa, nucleare, grandi opere), che distrugge la Costituzione.
Il congresso di Forza Italia esprime chiare tendenze totalitarie.
E’ positivo l’accordo elettorale raggiunto (anche se mi dispiace il rifiuto da parte di Sinistra critica).
Non compiamo l’errore di leggerlo come un semplice accorpamento elettorale (è perdente) né come base per unificazioni prive di contenuti. Apriamo subito (avremmo dovuto farlo da settembre) un processo reale di confronto, discussione sui nodi (democrazia, governo), lavoro comune.
Raggiungere il 4% è questione di vita o di morte. Per questo, non condivido la non presentazione del segretario nazionale.

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