gen 08 2010

Su Sinistra, ecologia, libertà, il PD, noi…

Categoria: Partitoadmin @ 12:22

Invito tutti/e a cercare l’intervista al segretario regionale del PD, Morgando, e la dichiarazione di Vietti (UDC) sulla “Stampa” di martedì 29 dicembre. Se fosse sulla pagina torinese, potremmo cercare di spedirla agli/alle interessati/e.
Vietti Sì a Bresso, ma senza sinistra compare anche su “Repubblica”.
Il quadro si complica. Gli incontri e sottoincontri si moltiplicano.
Quali sono, però, le colpe di Rifondazione e della Federazione della sinistra, secondo il PD?

  1. trasporti, infrastrutture, TAV:  la TAV è un punto fondamentale per lo sviluppo del Piemonte e crea lavoro, quindi no a chi non la pensa così. Non entriamo nel merito, ma: – questa è una dichiarazione per tranquillizzare le grandi forze economiche? Che cosa ne pensa e che cosa farà Sinistra, ecologia e libertà? Cavallo, ti ricordi quante iniziative sulla TAV abbiamo organizzato insieme?
  2. Nucleare: Siamo, ovviamente conservatori e quindi contrari al nucleare di nuova generazione e alla ricerca scientifica sul tema. Dovremmo cancellare tutto quanto detto, pensato, fatto per oltre 30 anni? Dovremmo cancellare il risultato del referendum del 1987, quando, per noi, il no al nucleare si accompagnava al forte sviluppo delle energie alternative, dolci…?
  3. Lavoro, eravamo fieri/e di due nostre proposte di legge: quella sulla delocalizzazione e quella per il reddito minimo garantito. Per Morgando, la prima è una bizzarra fantasia, la seconda è questione nazionale e non regionale, oltre che, anch’essa, una bizzarria. Se la seconda osservazione può avere una motivazione, la prima è molto preoccupante. Ricordo che la proposta sulla delocalizzazione è firmata anche da Sinistra e libertà
  4. Sanità, con mille problemi e sofferenze, pensavamo che il lavoro dei nostri assessori (Valpreda, poi Artesio) fosse stato positivo. Invece, Morgando sostiene che per noi, oltre alla piccola questione sanità privata/pubblica, il giudizio sul sistema sanitario deve essere dato non in base alla sua efficienza, ma in base alla dimensione organizzativa e finanziaria delle strutture. Più soldi e più personale sono per Rifondazione e PdCI la soluzione di tutti i problemi. Potremmo ricordare il Piano sanitario regionale, le nostre posizioni sulle nomine e sulla costruzione di mega strutture spesso clientelari. Il giudizio  del PD, che sa bene queste cose, è però sconcertante e preoccupante.

A questa intervista si aggiunge la dichiarazione di Vietti. Tenetevi forte:
Politica di sostegno alle famiglie e una coraggiosa politica sulle infrastrutture a cominciare dalla TAV, senza se e senza ma. E poi una politica della sussidiarietà  che significa rispettare la libertà di cittadini e associazioni sul fronte scolastico, della sanità, dell’assistenza e della formazione professionale.
Spero ognuno/a si renda conto della gravità di questa situazione e di queste posizioni.
Quello che più preoccupa è che questo non susciti reazione nella società: consigli di fabbrica, sindacati, associazioni, intellettuali, pacifisti, ambientalisti… Non chiedo che questi appoggino Rifondazione e la Federazione di sinistra, ma che almeno qualcuno si domandi dove sono finiti ideali, progetti, prospettive, iniziative predicati e praticati per tanti anni.
La stessa cosa vale per Sinistra, ecologia e libertà. Il segretario provinciale torinese Trombotto ha rilasciato una dichiarazione apprezzabile, ma, alla fine della fiera:
si accetterà la discriminazione contro di noi? L’on. Esposito (sinistra DS) ha addirittura proposto di darci un posto in listino, in cambio della nostra non presentazione.
Come si pensa di difendere alcuni principi e alcune pratiche (ambiente, lavoro, democrazia sindacale, temi sociali, migrazione, diritti…) in una alleanza politica che parte da queste basi? E la laicità è ancora un valore?

Sono questioni che non riguardano solamente noi e le vicende dei nostri partiti. Ognuno/a dovrebbe tornare a scandalizzarsi e a pensare, organizzarsi, agire di conseguenza.

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gen 08 2010

Intervento al CPN del 28-29 Novembre 2009

Categoria: Partitoadmin @ 11:53

Sono l’unico componente il CPN ad aver votato Sinistra critica al congresso del 2005. Al centro: necessità di alleanza elettorale contro le destre, timore di involuzione governista e istituzionalista, già vissuta tra il 1996 e il 1998. Ho con altri condiviso le critiche alla politica seguita sino al tracollo elettorale, ma non l’uscita di Sinistra critica, nella speranza di una profonda inversione di tendenza. Abbiamo aderito convintamente al terzo documento congressuale per la necessità di totale discontinuità e critica alle logiche seguite, di confronto tra percorsi e matrici differenti, per salvare Rifondazione e giocarla in un quadro più ampio (incontro con forze comuniste e anticapitaliste).

Il rilancio di una presenza comunista era letto come processo, rilettura dei bivi della nostra storia, confronto di culture politiche (marxismo critico, ecologismo politico, pensiero di genere, cristianesimo radicale, pacifismo e antimperialismo).

La Federazione risponde al bisogno di confronto, di unità. Segnalo che la scomparsa degli aggettivi alternativa e anticapitalista ripropone il rischio di una sinistra senza aggettivi di arcobalenista memoria. Così sparisce il termine comunista. E’ possibile oggi ricostruire la sinistra senza passare per la questione comunista? E’ finita una rendita di posizione in cui coincidevano simbolo, riferimenti sociali, contenuti. E’ in atto, però, la cancellazione totale dei riferimenti al marxismo teorico e al comunismo politico. Può rispondere a questo una sinistra generica?

Segnalo il malessere nei circoli per i tempi troppo affrettati che hanno preceduto la costruzione della Federazione, per i possibili accordi elettorali con l’UDC (desistenza?), per la “non posizione” sul congresso CGIL.

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